L’estate caldissima del 2022 in Inghilterra.  Arrivò da Roma Ilaria Patrioli Peter – italiana con un padre nicaraguense, un nonno Tedesco e un marito mezzo ungherese.  Cercava liberazione, occasioni per i bambini ed un’esperienza per la famiglia.  Scelse Southend perchè era vicino al mare.  Amava Jamie Oliver ed anche Depeche Mode!  Lei ci raccontò le sue esperienze dei due paesi.  A Roma viveva in un’appartamento, ma in Inghilterra in una casa, e scoprò l’importanza della solitudine agli Inglesi.  Nelle strade mancavano le piazze, ma le piacevano le panchine, sopratutto quelle con nomi di morti.  Notava anche che gli operai ascoltavano la musica e che la gente diceva sempre ‘sorry’!  In Italia gli anziani  erano più attivi ma in Inghilterra la gente, sopratutto le donne, aveva il coraggio di entrare nel mare durante l’inverno.  L’accento dell’Essex era difficile capire, come quello romano.  Attitudini verso il cibo erano differenti.  A Roma, si mangiava a casa generalmente, ma in Inghilterra si usciva fuori spesso.  Alla cassa dei supermercati, si diceva sempre ‘lovely’.  All’autobus si faceva la coda, sconosciuta a Roma.  A chiesa c’erano inginocchiatoii.  La pubblicità alla television era più originale e meno politica che in Italia.  L’umore e l’imbarazzo erano evidenti, anche l’importanza della salute mentale.  Mancavano il buio dentro casa (non ci sono veneziane), il calore (in Inghilterra ci sono 4 stagioni in un giorno), prodotti freschi, ed il gelato.  Ci sono espressioni idiomatiche in tutt’e due le lingue, per esempio ‘Non piangere sul latte versato’.  I romani non sono molto aiutevoli, e non evitano il conflitto come gli Inglesi.  L’umore, la libertà, la cortesia – queste sono le qualità inglesi ammirevoli.  Quando adesso ritorna a Roma, Ilaria si sente un po’ aliena.  Non è piú ‘in campana’ in mezzo agli Inglesi!  Noi eravamo molti grati di sentire questa conferenza così positiva sull’Inghilterra.